marcello nebl

Chi sono

Conservatore dei beni culturali ed esperto in comunicazione, specializzato in Storia dell'arte medievale presso l'Università degli Studi di Parma, mi occupo dell'organizzazione di eventi culturali ed al contempo mi dedico alla pittura.

Organizzo mostre d'arte per enti pubblici e per privati, coordinando tutte le fasi gestionali, dalla curatela scientifica fino all'allestimento, grazie ad un lavoro d'equipè svolto con altri liberi professionisti e consulenti del settore. Da diversi anni collaboro con artisti e curatori nell'organizzazione di mostre in Trentino Alto-Adige ed in Piemonte. Ho pubblicato testi critici e storico-artistici sia su cataloghi d'arte (per Electa Mondadori, Allemandi e Temi Editrice), sia su quotidiani e riviste nazionali (da La Stampa a I Beni Culturali). Essendomi occupato di restauro architettonico per diversi anni, dal 2008 al 2011 sono stato membro del Gruppo di Coordinamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali relativo al ‘Protocollo d’Intesa per la realizzazione di una ricerca e sperimentazione di metodologie per il restauro dell’architettura contemporanea’ e dal 2013 al 2014 sono stato 'Consulente tematiche e sviluppo azioni per il ripristino centri storici ed il restauro storico conservativo' del periodico per la promozione dell’attività dell’International Council on Monuments and Sites (ICOMOS) e dell’International Traditional Knowledge Institute (ITKI) UNESCO. Dal 2020 sono componente del comitato scientifico e revisore della rivista di storia e arte regionale "Arte trentina” e direttore artistico della Batiboi Gallery di Cles (Tn).

L'amore e la passione per l'arte è un'eredità di famiglia: il mio bisnonno Egidius è stato tra i primi fotografi del Tirolo, con atelier fotografici attivi a Vipiteno, Bolzano e Mezzolombardo, mentre mio padre Silvano Nebl (Cles, 1934-1991) è stato valente pittore neodivisionista. Anche per questo mi dedico da una decina d’anni al disegno ed alla pittura, inaugurando nel 2017 un ciclo di opere dedicate alla montagna ed in particolare alle pareti rocciose delle Dolomiti.