marcello nebl

NEL SEGNO DELLA MONTAGNA

Locandina della mostra personale di Marcello Nebl

Inaugura venerdì 9 luglio alle ore 18.00 presso gli antichi spazi di Casa da Marta a Coredo “Nel segno della montagna”, mostra personale di Marcello Nebl organizzata dall’Ufficio Cultura del Comune di Predaia, con il patrocinio del Consorzio BIM dell’Adige, nell’ambito del progetto “Predaia, Arte&Natura”. Il simposio della scultura in legno "Predaia Arte e Natura" è un progetto ideato nel 2019 dal Comune di Predaia in collaborazione con l'Asuc di Coredo con l'ambizioso intento di portare l'arte e la creatività sul territorio, concretizzando un affascinante connubio cultura – natura lungo le rive degli splendidi laghi di Coredo e Tavon. Da quest'anno il progetto ha voluto spaziare negli altri ambiti artistici, volendo valorizzare le passioni e le capacità creative quali la scrittura, la musica, la recitazione, la pittura, sempre rivolte alla natura ed alle sue bellezze. In quest’ottica della manifestazione “Predaia Arte & Natura”, l’assessore alla cultura Ilaria Magnani e l’amministrazione comunale di Predaia sono lieti di ospitare a Casa da Marta la mostra personale dell’artista clesiano Marcello Nebl dedicata alla montagna. La mostra permette ai visitatori di cogliere il fascino e gli stimoli scaturiti dal dialogo che si instaura tra lo spazio antico e la proposta contemporanea dell’artista, in un'ottica volta alla valorizzazione sia dei beni culturali che della creatività locali. Come scrive in catalogo Lucia Barison, le opere di Nebl “spingono lo spettatore a sporgersi oltre il limite del punto più alto raggiunto, conquistato, meditato. Milioni di tratti minuscoli materializzano scenari mozzafiato. Nulla è lasciato al caso perché le sue opere rievocano, attraverso la maniacale trasposizione orografica della natura incontaminata e lirica delle montagne, la più profonda sensazione che si prova dinanzi a quei panorami. Egli raffigura ampie vedute, scorci e quei particolari di solito raggiunti strizzando un pochino l’occhio, sospirando, tentando di restare immobili se non fosse per quel battito di cuore che dopo un’intensa fatica pompa sangue nel corpo più del solito causando quel leggero, costante, tremolio. L’arditezza della tecnica pittorica, l’impegno, la perseveranza e il rispetto del soggetto narrato senza esasperazioni artificiose, fanno di lui una guida spirituale per vivere la montagna anche solo attraverso la contemplazione”. Diversi lavori riguardano proprio le montagne che circondano Predaia, occasione per riportare alla superficie immagini che, ancor oggi, si possono racchiudere nel piacere dello sguardo su di una bellezza che sconfina talvolta nel sublime. Fra i testi che accompagnano la mostra anche il contributo di Fiorenzo Degasperi che spiega come nei lavori di Marcello Nebl “l’osservatore ha il compito di ridare vita alle opere. Il mitico (alpinisticamente) Campanil Basso o il romantico Lago di Tovel (quelle onde che si dipartono dal centro verso la periferia racchiudono, nel movimento, la memoria di Silvano Nebl, il padre artista) si offrono nella loro immediatezza e nella loro non, voluta, completezza ed esaustività, come luoghi in cui l’immaginazione di chi guarda può sentire lo scroscio dell’acqua, il sibilo del vento, la scarica assordante di sassi, lo scricchiolare del ghiaccio, lo scivolare della roccia nel canalone, il cupo rimbombo della rinascita primaverile della vita con il suo corteo di pietre che cadono (Monte Peller). O, come una lente che si avvicina sempre di più al soggetto (Diedro Ferhmann, Campanil Basso, Gruppo del Brenta), il disegno si offre come mappa geologica, regalandoci visioni astratte o, all’opposto, ingrandimenti talmente precisi da farci assaporare la roccia come fosse una pelle, l’epidermide di una vecchia saggia della natura: ogni crepa, ogni fessura, ogni fenditura è una ruga, un solco, nata per sconvolgimenti millenari. La natura come pelle, la pelle come carta geografica della vita”. L’evento è reso possibile dall’apporto di enti e aziende che credono nella crescita culturale ed investono per essa, come la Cassa Rurale Val di Non e la Miniera San Romedio.